Come nei precedenti articoli, vengono prima descritti i tratti nevrotici del Tipo, quindi gli aspetti positivi e quelli su cui lavorare.

Invidia: Il Tipo 4 sembra non vivere mai nel presente, di cui è perennemente insoddisfatto, e sperimentare perciò un intenso ed incolmabile senso di vuoto esistenziale. L’invidia diventa quindi comprensibile come meccanismo di idealizzazione di ciò che non si ha, non si è, non è ancora. I bisogni orali del Quattro sono perennemente destinati alla frustrazione e la sua voracità affettiva appare senza fine. In ambito sociale tendono ad idealizzare lo status sociale altrui o a ricercare esperienze intense ed originali per fuggire dall’ordinarietà.  

Scadente immagine di sé: Nei Quattro esiste un nucleo profondo e totipotente che li fa sentire perennemente inadeguati, scadenti, brutti, ripugnanti a causa dei propri sentimenti invidiosi. Hanno probabilmente introiettato un’immagine negativa di sé nelle fasi precoci della propria vita e da adulti tendono a autosabotarsi, a rivolgersi contro di sé meglio di qualsiasi altro tipo dell’enneagramma. 

Sintonizzarsi sulla sofferenza: La frustrazione dei bisogni orali precoci e la sintonizzazione su un’immagine negativa di sé li rende i tipi più tristi e sofferenti di tutto l’enneagramma. Spesso provano sentimenti distruttivi ed autodistruttivi intensi ed utilizzano la sofferenza e la malattia a scopi vendicativi. Hanno quindi una visione tragica e spesso depressa della vita. Sono lamentosi, recriminano e pretendono attenzioni eccessive, tendono all’autocompatimento e alla rivendicazione arrogante e velenosa quando i loro bisogni affettivi non vengono soddisfatti. Mettono in atto un meccanismo detto push and pull, attraverso il quale avvicinano ed allontanano a fasi alterne le persone che individuano come fonte della loro frustrazione, in realtà frutto quasi sempre di proiezioni. Desiderano e al tempo stesso temono la perdita degli investimenti affettivi e tendono a colpevolizzarsi ulteriormente ogni volta che riescono a fare allontanare da sé le persone. D’altronde fanno tutto il possibile per mettere gli altri alle corde, manifestando sintomi e modalità tipici del disturbo borderline di personalità.

“Andare verso”: La loro incapacità di prendersi cura di sé e del proprio benessere li spinge ad andare verso gli altri, nella speranza che qualcun altro sappia fare ciò che a loro appare precluso. Sono perciò descritti come <>, anche se il loro modo di amare ha spesso un fondo egoistico teso all’autoconservazione.

Accudimento: Caratteristica di fondo del Tipo 4 è la comprensione empatica finalizzata al soddisfacimento di un proprio bisogno. Sanno perciò essere seduttivi, premurosi, pronti al sacrificio. Spesso operano nel campo sociale.

Emotività: L’intensità emotiva del Tipo 4 è pervasiva. Ogni emozione viene vissuta ai massimi livelli, ogni gesto è drammatizzato, ogni situazione estremizzata in senso tragico. I loro scoppi emotivi e le loro infinite crisi possono creare forte disagio in chi ha una visione più equilibrata e razionale della vita.

Arroganza competitiva: La scadente immagine di sé trova spesso compensazione in un’apparente arroganza, nel sussiego, nella distanza emotiva che i Quattro possono creare tra sé e gli altri. Tendono a giocare la parte del <>, di chi biasima gli altri per non aver compreso e non essersi meritato l’accesso alla ricchezza del loro mondo interiore, ricolmo di delicatezza ed profondità emotiva.

Raffinatezza: L’immagine di sé mediocre spesso li porta per compensazione a proporsi attraverso un’esteriorità fatta di raffinatezza e originalità. Rifuggono tutto ciò che è banale, prevedile, scontato, esteticamente brutto, compreso se stessi.

Interessi artistici: La centralità del sentimento e della ricerca raffinata del bello spesso li rende cultori attenti di interessi artistici. L’arte, in tutte le sue forme, appare ai Quattro come un mezzo per esprimere l’intensità emotiva, per renderla rappresentabile, condivisibile, sublimabile. Il tono dell’umore dei Tipi 4 in genere migliora quando riescono ad esprimersi attraverso il linguaggio simbolico.

Super-Io forte: Come il Tipo 1 anche il Quattro presenta un Super-Io forte ma, a differenza del primo, è più consapevole dei criteri che lo guidano e il suo ideale dell’Io è più di tipo estetico che etico. Nella sua forma negativa, comunque, il senso autocritico va a rinforzare la bassa autostima e la sua propensione all’autodenigrazione.

Meccanismi di difesa: Il Tipo 4 utilizza l’introiezione di una rappresentazione di sé negativa, probabilmente legata al vissuto di un genitoriale rifiutante, come meccanismo di difesa fondamentale. Questo rivolgimento contro se stessi assume spesso un carattere autodistruttivo e spiega la tendenza a creare relazioni tipicamente masochistiche, le quali permettono di mantenere in vita un modello psicodinamico centrato sulla sofferenza e di evitare la possibilità di prendere in considerazione un’autovalutazione più realistica di sé.

Note sul controtransfert: Il Tipo 4 è spesso pungente e sarcastico e riesce a non farci mai sentire all’altezza della sue aspettative. Spesso tende a rifiutare, ad abbandonare chi non riesce ad entrare in sintonia con le sue esigenze più profonde, che d’altronde sono spesso tenute nascoste e non esplicitate. Far fronte alle continue crisi emotive da lui innescate può essere estenuante.

Aspetti positivi: Il Tipo 4 è profondamente empatico, creativo ed intuitivo. La sua intensità emotiva spesso si esprime come profondo interesse per l’espressione artistica in tutte le sue forme. E’ un idealista appassionato di tutto ciò che è autentico, assoluto e singolare.

Su che cosa lavorare: Occorre aiutarlo ad accordare minore importanza alla propria sofferenza; a stare nel presente evitando di proiettarsi in un passato o in un futuro idealizzati; ad accettarsi per quello che è indipendentemente dalla propria unicità ed originalità; a coltivare la normalità della vita quotidiana; a comprendere e controllare la propria tendenza a vivere le situazioni in modo tragico attraverso lo sviluppo della tolleranza, della pazienza e della razionalità; ad esprimere le proprie esigenze invece che lasciarle implicite; a non trasformare in crisi irreparabile ogni possibile situazione di perdita ed abbandono. 

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