Tipo 2

Come per il Tipo precedente, vengono prima descritti i tratti nevrotici, meccanici del Tipo. Successivamente, indicazioni sugli aspetti positivi di cui ogni Tipo è portatore e sui possibili percorsi evolutivi.

Superbia: Sorretto da quello che Naranjo descrive come un innamoramento ingenuo di un’immagine di sé amplificata, il Tipo 2 tende ad esaltare il proprio valore oltre la realtà. Il suo modo indiretto di esprimere i propri bisogni si manifesta come presunta superiorità, come protratta esigenza di privilegi, come bisogno di essere al centro dell’attenzione non in quanto bisognoso ma in quanto individuo al di sopra della media.

Bisogno d’amore: Spesso soggetto ad una frustrazione amorosa precoce, il Tipo 2 prova in genere un forte bisogno di essere amato e cerca conferma del proprio valore nel coinvolgimento eccessivo nei rapporti con gli altri, spesso ai limiti della possessività. Al tempo stesso, difficilmente si permette di esprimere i propri reali bisogni emotivi, che tende invece ad appagare in modo indiretto, facendosi carico dei bisogni altrui e manipolando l’ambiente affinché gli riconosca la sua magnanimità e lo ricambi con quanto gli spetta.  

Edonismo: Fondamentalmente il Tipo 2 ha bisogno di sentirsi gratificato sul piano emotivo più che su altri piani e la ricerca del piacere non è che un altro modo per procurarsi la gratificazione. Tende così ad essere affettuoso, disponibile oltre misura ma il <<bambino viziato>> che lo abita richiede altrettante attenzione, pena la sua reazione aggressiva. Mostra scarsa tolleranza per la disciplina, la routine e per tutto ciò che si frappone tra lui e la soddisfazione immediata dei suoi desideri. Contrappone alla profonda dipendenza dagli altri un’apparente indipendenza ed autonomia.

Seduttività: Per procurarsi le gratificazioni di cui necessita, il Tipo 2 tende a manifestare una personalità istrionica, affettuosa, calorosa, ad offrire sostegno emotivo e sollecitudine a quanti lo interpellino. La dinamica sottostante rivela però sempre una generosità all’insegna del do ut des.

Sicurezza di sé: La personalità istrionica, il carattere solitamente espansivo, il senso eccessivo di sé, rendono il Tipo 2 in genere molto sicuro di sé, almeno in apparenza. I suoi gesti risultano quindi determinati, efficaci ed audaci. La concretezza e la scarsa propensione all’introspezione ed al pensiero astratto spesso gli consentono di non guardare dentro di sé e di non indagare sulle motivazioni inconsce che rivelano una ben diversa realtà.

Sollecitudine e falsa abbondanza: Il Tipo 2 utilizza la rimozione del proprio stato di bisogno come meccanismo psicodinamico fondamentale. L’immagine che ha di sé è perciò quella di una persona che dà e non che riceve. Ad uno sguardo più approfondito appare animato da una falsa generosità che, qualora non venga ricambiata, viene spesso apertamente rinfacciata.

Istrionismo: L’orgoglio del Tipo 2 non gli permette di sottomettersi alle regole altrui e alle limitazioni che dilazionano e rimandano la gratificazione degli impulsi. Tratti tipici sono perciò la testardaggine, la capricciosità, l’impulsività, l’anticonvenzionalismo, l’intensità teatrale dell’espressione emotiva.

Emotività: Il sentimento e l’emotività sono elementi centrali nella costituzione del Tipo 2. La sua scarsa propensione per interessi di tipo intellettuale non fa altro che esaltare questa caratteristica.

Meccanismi di difesa: Il Tipo 2 usa la rimozione delle fantasie istintuali come meccanismo di difesa fondamentale. La sua capacità di eliminare l’aspetto cognitivo legato alla soddisfazione del desiderio lo rende spesso animato da impulsi di cui non ha coscienza, creando una sensazione di ottundimento, di offuscamento della ragione.

Note sul controtransfert: A contatto con un Tipo 2 possiamo frequentemente sentirci  strumentalizzati. In terapia spesso tendono più a lamentarsi che a cercare di comprendere l’origine dei loro problemi. Mentalizzano a fatica e spesso chiedono al terapeuta di sostituirli in questo compito. Sono richiedenti oltre misura e tendono a trasgredire le regole del contratto, magari poi recuperando  con atti riparativi che ci fanno sentire vincolati e manipolati. Tendono a far sentire il terapeuta inadeguato quando non vengono assecondati nelle loro richieste. Possono in tal caso esprimere il loro risentimento con una certa violenza emotiva.

Aspetti positivi: Sono individui disponibili, pieni di energia. La loro sensibilità ed il loro altruismo li rendono in genere amati. E’ possibile contare su di loro per risolvere un problema o per ricevere un po’ di comprensione emotiva.

Su che cosa lavorare: Occorre aiutarli a comprendere la vera natura della loro magnanimità; a dire di no senza temere di essere abbandonati o sviliti nella propria immagine; a cercare di dar voce ai propri bisogni; a non farsi sommergere dai sentimenti e a sviluppare il centro cognitivo; a non rifiutare gli altri quando non rispondono alle loro aspettative; a diventare più autonomi dagli altri; a rinunciare alla manipolazione seduttiva; a tollerare la procrastinazione della soddisfazione degli impulsi.

 

 

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