I motivi per cui ci si rivolge allo psicologo sono davvero infiniti. Anche se alcune persone considerano ancora la psicoterapia come “l’ultima spiaggia”, in realtà ci si può rivolgere allo psicologo quando si sente il bisogno di migliorare la qualità della propria vita o le relazioni con gli altri, quando vogliamo gestire lo stress e il ridurre il nostro stato di sofferenza.

O ancora, quando avvengono dei cambiamenti importanti nella nostra vita e sentiamo il bisogno di essere guidati nel raggiungere un obiettivo importante.

Insomma, in tutte quelle situazioni in cui ci sentiamo bloccati o destabilizzati o in cui desideriamo aumentare la consapevolezza di noi stessi e ritrovare equilibrio e serenità.

Una cosa è certa: chiedere aiuto non è mai un segno di debolezza e non ce ne dovremmo mai vergognare

LO PSICOLOGO

Lo psicologo è un laureato in Psicologia che, oltre ad aver conseguito la laurea, ha  svolto un tirocinio di un anno e superato l’esame di stato per l’abilitazione professionale e la conseguente iscrizione all’Albo.

E’ abilitato dallo Stato e iscritto all’Ordine ed esercita una professione con finalità sanitarie cioè di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione oltre alle attività di ricerca e didattica nell’ambito della psicologia. Può operare anche in ambito organizzativo, dando sostegno alle aziende per quanto riguarda la gestione delle risorse umane, ad esempio nella selezione o nella formazione dei dipendenti. Opera anche in ambito educativo, ad esempio come coordinatore di progetti educativi.

E’ un esperto del funzionamento della mente, nelle sue componenti fisiologiche, psicologiche, personologiche, relazionali e ambientali.

In Italia lo psicologo è l’unica figura professionale riconosciuta e regolamentata per legge che ha a che fare con la salute psicologica attraverso modalità e strumenti peculiari delle Scienze Psicologiche. A differenza del medico non può somministrare farmaci.

Tra i suoi strumenti principali troviamo il colloquio, i test, l’insegnamento di tecniche di rilassamento, espressione corporea o visualizzazione guidata. Grazie a queste metodologie aiuta le persone a comprendere meglio se stesse e gli altri, favorisce il cambiamento e l’utilizzo delle risorse personali.

La modalità di lavoro dello psicologo con il paziente dipende fondamentalmente dal tipo di orientamento che lo psicologo e quindi dalla sua formazione.

LO PSICOTERAPEUTA

Lo Psicoterapeuta può essere sia uno Psicologo che uno Psichiatra. Nel primo caso deve aver conseguito la Specializzazione in Psicoterapia riconosciuta dallo Stato della durata di almeno 4 anni ed essere iscritto all’Albo professionale.

Opera attraverso l’utilizzo di strumenti clinici (diagnosi, eziologia, pianificazione del trattamento, setting) e attraverso la relazione umana (empatia, ascolto, fiducia, alleanza terapeutica) e accompagna la persona in un percorso di cambiamento, volto al raggiungimento di un migliore stato di equilibrio.

Lo psicologo psicoterapeuta non può prescrivere farmaci. Lo psicoterapeuta è l’unica figura professionale riconosciuta dallo Stato che può fornire come servizio la psicoterapia.

A differenza del semplice psicologo, interviene su  disturbi psicopatologici di tipo e gravità diversi e lo fa seguendo teorie, metodi e tecniche che vengono appresi durante il periodo di specializzazione.

LO PSICANALISTA

Lo psicoanalista è un particolare tipo di psicoterapeuta, che si è specializzato in una scuola ad orientamento freudiano.

Lo psicanalista, per diventare tale, deve necessariamente sottoporsi in prima persona ad un’analisi personale.

LO PSICHIATRA

Lo psichiatra è un laureato in medicina specializzato in psichiatria e orientato allo studio e alla cura dei disturbi e delle malattie mentali attraverso modalità e strumenti caratteristici la professione medica.

Lo psichiatra è maggiormente orientato a considerare il disturbo mentale come derivante da un malfunzionamento a livello biochimico del sistema nervoso centrale. Per questo motivo la principale modalità di cura che propone è di tipo farmacologico.

In alcuni casi, psichiatra, psicologo o psicoterapeuta collaborano supporto al fine di ottenere un risultato migliore di quello che si otterrebbe attraverso l’utilizzo esclusivo di uno dei tre approcci.

Lo psichiatra è anche abilitato, se ha seguito la formazione, all’esercizio della psicoterapia quindi all’interno della categoria degli psicoterapeuti esistono psichiatri con questo titolo.

IL COUNSELOR

Il counselor è una persona che si pone come un sostegno psicologico alla persona in ambito non patologico e non è quindi un terapeuta. La sua figura professionale è riconosciuta dallo Stato ma, a differenza dei precedenti, non c’è un ordine professionale che fissa determinati requisiti e/o parametri  per acquisire il titolo di counselor o per stabilire un codice di condotta (codice etico e deontologico) da adottare per garantire e tutelare gli utenti.

Nella sua attività non può assolutamente utilizzare tecniche o metodologie tipiche dello psicologo o dello psicoterapeuta, come per esempio il colloquio psicologico o i test psicodiagnostici, in caso contrario correrebbe il rischio di commettere il reato di esercizio abusivo della professione.

Le sedute di counseling, inoltre, prevedono normalmente poche sedute (in genere 5-6, con eventuale indirizzamento ad un professionista sanitario se necessario) e i loro interventi non si protraggono mai per molto tempo.

 

 

Lo psicologo è un esperto dei meccanismi della mente e delle dinamiche delle relazioni.

Non sa leggere nella mente delle persone, non possiede verità assolute o rimedi miracolosi ma sa come mobilitare le risorse che ognuno di noi già possiede.

Aiuta le persone a vedere i loro problemi con occhi nuovi, non le giudica ma piuttosto le sostiene nel loro percorso, aiutandole a comprendere il loro disagio attraverso la creazione di uno spazio diverso da quelli della vita quotidiana.

Attinge alle risorse di cui tutte persone le dispongono naturalmente e le stimola da un punto di vista cognitivo, emotivo e comportamentale, attraverso la creazione di un potente agente di cambiamento, la relazione terapeutica.

I colloqui, che hanno solitamente una cadenza settimanale, durano in genere 45-50 minuti.

Al termine del primo colloquio vengono concordati almeno alcuni appuntamenti successivi per approfondire quanto emerso e iniziare un reale percorso terapeutico.

E’ impossibile stabilire una regola generale per quanto riguarda la durata di una terapia perché ogni caso è differente.  Tuttavia, di tanto in tanto paziente e terapeuta valutano insieme l’opportunità di proseguire o meno la terapia, in funzione degli obiettivi raggiunti e di quelli che devono ancora essere raggiunti.

Il mio approccio è principalmente focalizzato sull’utilizzo dell’Enneagramma:

si basa sulla collaborazione attiva tra terapeuta e paziente, utile per definire meglio il problema, comprenderlo adeguatamente e mettere a punto strategie di gestione e superamento dello stesso.

– per quanto sia fondamentale capire le origini e gli eventi passati che possono aver contribuito a determinare la situazione attuale, il mio approccio è focalizzato sul “qui e ora”, sul problema attuale del paziente. Cosa mantiene il problema dal punto di vista emotivo, cognitivo e comportamentale? Come cambierebbe la relazione con gli altri se il problema del paziente si risolvesse?

mira a rendere il paziente terapeuta di se stesso, a fornirgli concreti strumenti di gestione delle proprie difficoltà. Questo è reso possibile attraverso l’utilizzo dell’Enneagramma e di altre tecniche psicologiche che sviluppano l’autosservazione e la consapevolezza.

Vai alla pagina Home e verifica i tipi di trattamenti che offro e le principali patologie che tratto

Il primo colloquio rappresenta il primo momento di conoscenza tra il terapeuta e il paziente, durante il quale vengono indagate le motivazioni che hanno condotto il paziente a richiedere il nostro aiuto.

E’ un momento importante e significativo, durante il quale è necessario che si sviluppi un rapporto di fiducia e di empatia affinché la psicoterapia possa procedere adeguatamente.

In questa fase il terapeuta effettua un’anamnesi, cioè valuta la richiesta del paziente, anche in base alle proprie competenze e, se necessario, indirizza il paziente verso un percorso alternativo.

Nel corso del primo colloquio il terapeuta esplicita anche il suo modo di lavorare e fornisce tutta una serie di informazioni, come quelle relative alla privacy, al proprio onorario, alla gestione degli appuntamenti ed esplicita quindi le regole del contratto terapeutico, che devono essere approvate dal paziente prima di proseguire nel percorso.

Il primo colloquio è focalizzato principalmente sul problema portato dal paziente e su una sua migliore  definizione. Oltre al motivo che lo ha portato da noi, è importante ad esempio comprendere quanto questo sia invalidante, quando è esordito o da quanto tempo duri. Spesso questa fase si prolunga anche nei colloqui successivi: ad esempio, a volte può essere utile utilizzare test o questionari per comprendere meglio il problema del paziente.

Nel corso del primo colloquio, inoltre, al paziente viene chiesto di dare il proprio consenso scritto alla  consulenza: lo scopo è informare il paziente circa il trattamento dei dati personali, il costo e la durata delle sedute, la frequenza, l’interruzione, la comunicazione di eventuali disdette. In questa fase finale il paziente può porre ulteriori domande prima di decidere se avvalersi del nostro aiuto e fissare un successivo appuntamento.

Prima di ogni seduta:

Assicurati di poter parlare in un posto tranquillo e senza essere disturbato/a

Verifica di avere a disposizione una buona connessione internet

Verifica che i programmi necessari (Wattsapp, Skype, Piattaforma) siano aggiornati e funzionanti

Se necessario, verifica che la tua webcam e il tuo microfono siano attivi e funzionanti

 

Per info sui costi clicca sul link

PAGAMENTO TRAMITE BONIFICO:

conto corrente intestato a Barbara Castiglione

IBAN IT23P0853049240000380101501

 

PAGAMENTO CARTA DI CREDITO:

contattami via mail/telefono e ti darò indicazioni per effettuare il pagamento in modo rapido

Lo Psicologo è tenuto al segreto professionale e quindi a non rivelare informazioni apprese durante le sedute né a informare altri circa le prestazioni effettuate (art. 11,12 e 13 del Codice Deontologico degli Psicologi che definisce modalità e limiti del segreto professionale e Art. 622 del C.P.).

Inoltre, è materia di segreto non solo quanto viene detto in seduta, ma anche il fatto stesso che una data persona sia o meno assistita dallo Psicologo.  Le stesse disposizioni valgono anche per le consulenze online. Per ulteriori informazioni vai alla sezione Privacy del sito.

In caso di necessità è possibile spostare un appuntamento contattandomi fino a 24 ore prima.  L’appuntamento potrà essere spostato ma non verrà risarcito in caso di disdetta o di mancata presenza all’orario concordato.

L’Enneagramma è un modello di indagine psicologica antichissimo, solo di recente riscoperto ed utilizzato in occidente come metodo avanzato per lo studio della personalità e per lo sviluppo psicosomatico dell’individuo.

E’ un mezzo per conoscerci approfonditamente e renderci più liberi dalle nostre paure e dai nostri conflitti. Inoltre è uno strumento che ci permette di metterci in una relazione significativa con gli altri e di comprenderli in modo profondo.

In sostanza, è una guida per lo sviluppo personale che agevola il nostro processo di individuazione. Se vuoi approfondire l’argomento contattami o prova a leggere gli articoli che ho pubblicato su questo argomento.

 

L’Enneagramma viene utilizzato in vari modi in ambito organizzativo.

Selezione e gestione del personale: nei colloqui di lavoro aiuta a comprendere la personalità dei candidati, comprendendone caratteristiche e leve motivazionali;

Piani di sviluppo carriera e empowerment: aiuta i responsabili delle risorse umane a delineare tendenze comportamentali e potenziali sbocchi professionali di ogni collaboratore;

Comunicazione e Vendite: supporta i professionisti nello sviluppo di una strategia di comunicazione e vendita appropriata per ciascun interlocutore;

Team Bulding e Team Management: guida il project manager nella scelta  dei membri del gruppo più adatti al compito, gli permette di prevedere le dinamiche e le sinergie che si svilupperanno e a risolvere eventuali conflitti.

Inoltre l’Enneagramma viene proficuamente utilizzato in:

    Coaching

    Gestione collaboratori

    Time management

    Leadership

    Gestione conflitti

    Negoziazione

 Nella sezione Corsi del sito puoi trovare maggiori informazioni a riguardo.

I corsi di formazione possono essere rivolti a tutti, tuttavia a seconda del corso possono esserci delle limitazioni. Vai alla pagina Corsi e verifica le mie principali proposte